L’ipocondria: un corpo che soffre per e con la mente

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I sintomi caratteristici del disturbo (che nel DSM-5 si rimandano ai criteri diagnostici riferibili al Disturbo da sintomi somatici e al Disturbo da ansia di malattia, a seconda che vi sia o meno la presenza di sintomi somatici) sono la presenza di pensieri, sentimenti o comportamenti eccessivi rivolti ai sintomi somatici o a preoccupazioni sulla salute.

L’ipocondria è contraddistinto dalla forte convinzione di avere una malattia ecco perchè gli esiti negativi dei test medici, in fase diagnostica, non fanno altro che aumentare le ansie e preoccupazione del paziente. è come se la persona si dicesse che i medici non sono riusciti a fare una corretta diagnosi aumentando il mistero. Attacchi di panico: un mostro da distruggere o una voce fuori dal coro?

La paura della morte è secondaria alla presenza di una malattia, potremmo definirla come una sua conseguenza, ma, non rappresenta la preoccupazione primaria. La convinzione di essere malati spiega le continue ed incessanti visite mediche sostenute dalla persona, tutta la sua vita ruota attorno a questa ricerca.

L’esistenza di internet ha fornito un’ulteriore appoggio alle ansie ipocondriache dato che le persone che ne sono affette si informano, svolgono ricerche occupando le loro giornate anche in assenza del medico.

Come accade nel caso degli attacchi di panico, anche nell’ipocondria vi è una ricerca interminabile e sterile perchè si cerca l’oggetto sbagliato. Le sofferenze corporee rappresentano la manifestazione concreta, manifesta, fungono da comunicazione alla pari degli attacchi di panico.

La domanda da porsi è: di cosa sta soffrendo quella persona? qual’è la sua sofferenza interna che emerge nell’ipocondria?

Nell’ascolto di un paziente ipocondriaco si può avvertire, molto spesso, un grosso senso di confusione come se la mente fosse stracolma di preoccupazioni ansiose che risultano un condensato di tanti significanti inespressi.

Seguendo il pensiero Bioniano si assiste ad un accumulo di elementi beta, di afferenze sensoriali ed emotive elementari. Gli elementi beta sono contenuti non elaborati che possono essere avvertiti come angoscianti proprio perchè privi di un significato, sono insieme di sensazioni che possono essere solo sentiti.

In analisi si realizza anche un lavoro di reverie dove gli elementi beta vengono trasformati in elementi alfa, ovvero in pensieri, sogni. Questo passaggio permette l’apertura verso il mondo dell’inconscio, si passerà dall’ossessione della malattia alla nascita di una visione più aperta, profonda e ricca del proprio mondo interno.

La paura di essere malati potrebbe tramutarsi, ad esempio, nel timore di non sentirsi realizzato, di avvertire un vuoto interno, di non esser riuscito a superare un lutto di una persona cara o del tempo che passa, di aver vissuto un trauma……

Dott. Fulvio Cassese Informazioni